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sweet charity

Registrato: 16/08/06 15:12 Messaggi: 231 Residenza: Italy
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Inviato: Mar Ago 11, 2009 3:34 pm Oggetto: |
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CAPITOLO VENTISEI
Mentre Juan era fuori, nella tenuta si stava preparando il funerale della ragazza. Andrea, che capiva i sentimenti del fratellastro, se ne stava occupando in prima persona. Era nel grande salone che aspettava gli addetti delle pompe funebri quando scorse Anna in un angolo; sembrava addolorata, triste. Sembrava aver passato una notte insonne.
"Anna, che ci fai qui? Mi sto occupando io di tutto, non credo che potresti essere d'aiuto..."
Con un gesto inconsueto la ragazza si strinse al marito.
Andrea rimase colpito dal gesto di Anna, era un gesto tenero, naturale.
Naturale...
Strano per quella ragazza che lo aveva sposato solo per interesse.
"Andrea, la morte di Marianna mi ha così spaventato...E se anch'io facessi la sua fine? Ecco, ho sentito una conversazione tra due cameriere...Pare che Marianna fosse già incinta prima del matrimonio e che la sua morte sia stata causata da un aborto."
Andrea rise sarcasticamente.
"Anna, non essere sciocca. Non vedo perchè anche tu dovresti morire come lei."
Anna si scostò da Andrea.
"Andrea, so che non ti importa nulla di me. Sanno tutti che attendo un figlio eppure non hai smesso di andare a letto con la tua amante, non hai esitato a violentarmi pur sapendomi incinta...Dovresti vergognarti...Io almeno anche dopo il matrimonio ti ho sempre rispettato e non ti ho mai tradito."
Piangendo la ragazza scappò via.
Andrea pensieroso la guardò allontanarsi.
Juan continuando a cavalcare aveva raggiunto la spiaggia, uno dei suoi posti preferiti. Legò il cavallo ad una palma, si tolse stivali e camicia e si buttò in mare.
Nuotò molto, come faceva da ragazzino quando era agitato, quando era deriso dagli altri ragazzi del paese...
Nuotò fino allo sfinimento.
Il sole era così caldo, non c'era un filo d'aria...
Rimase nell'acqua immobile, facendosi trascinare dalle onde.
All'improvviso gli sembrò di essere sfiorato da una mano.
Si guardò intorno ma non c'era nessuno, solo lui.
Ma dopo alcuni istanti fissando gli scogli, gli parve di vedere una donna vestita di bianco, bionda, seduta su uno scoglio.
Juan iniziando ad uscire dall'acqua si avvicinò allo scoglio, era una giovane donna, il viso malinconico rivolto verso il basso, i biondi capelli sciolti, due candide spalle scoperte dal vestito, un vestito che lasciava vedere parte del seno florido della donna.
Quando Juan fu abbastanza vicino, la donna alzò il viso. Era Beatrice.
La ragazza tese una mano verso Juan, il quale a sua volta tese la sua.
Le mani erano così vicine che quasi si toccavano; Juan era perso a fissare gli incredibili occhi della ragazza. Lei non parlava ma gli sorrideva.
Ad un certo punto la ragazza si alzò. Si tolse l'abito e tutto ciò che indossava fino a rimanere nuda.
Juan cercò di trattenerla, ma lei si buttò in mare.
Juan si buttò a sua volta, ma così come era apparsa se n'era andata.
Juan nuotò fino allo sfinimento. Di lei non c'era traccia.
Stanco e triste si trascinò sulla sabbia e lì rimase piangendo calde lacrime.
Era ancora lì quando un servo della tenuta lo chiamò.
"Signor Juan, dovete tornare alla tenuta. I preparativi per il funerale di vostra moglie sono quasi terminati."
"Sì, tu torna alla tenuta, ora mi rivesto e tornerò anch'io."
"Bene padrone."
Nel frattempo a Dublino il falco non perdeva di vista la sua preda.
Beatrice ignara camminava per raggiungere l'ospedale, senza accorgersi che Basilio le stava alle costole.
Non si era accorta nemmeno di un altro uomo che la seguiva.
Ad un certo punto in un vicolo molto silenzioso e pressochè deserto, Basilio stava per fermare Beatrice quando l'altro uomo gli diede un colpo alla nuca e lo fece svenire.
"Beatrice!"
La ragazza si girò.
"Alberto che ci fate qui? Ma quello è Basilio, perchè è qui?"
"Non so, ho visto che vi stava seguendo e ho preferito tenerlo d'occhio...Stava per bloccarvi."
"Mia zia! Sicuramente è stata mia zia a mandarlo..."
"Sofia, ma perchè?"
"Se promettete di tenere la bocca chiusa vi racconto tutto, venite con me."
I due si allontanarono dal vicolo.
CONTINUA _________________
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TerryTerry
Registrato: 08/02/09 02:17 Messaggi: 150
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Inviato: Gio Ago 13, 2009 9:09 pm Oggetto: |
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Bello!!!  |
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sweet charity

Registrato: 16/08/06 15:12 Messaggi: 231 Residenza: Italy
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Inviato: Sab Ago 29, 2009 3:17 pm Oggetto: |
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CAPITOLO VENTISEI seconda parte
"Ricordate il giorno in cui, prima di partire insieme per l'Irlanda, mi avete accompagnato dall'Avvocato Manera? Ecco, io gli consegnai una lettera che avevo sottratto a Sofia nei giorni successivi al matrimonio di mia sorella; era una lettera scritta dal padre di Andrea nella quale riconosceva Juan del Diablo come suo figlio e gli lasciava parte dei terreni di Campo Real."
"Capisco! Sofia deve aver capito che siete stata voi a consegnare la lettera all'Avvocato e vi ha fatto seguire da Basilio..."
"Non solo, scommetto che non voleva solo seguirmi, sicuramente lo ha mandato con uno scopo differente...Non credevo che mia zia fosse capace di questo..."
"Nemmeno io lo credevo, mi sembrava una donna così a modo, così timorata di Dio...Comunque Basilio non è morto, è solo svenuto quindi dobbiamo trovare il modo di mettervi al sicuro finchè non lo metteremo in trappola e lo consegneremo alle autorità."
"Già, ma ad ogni modo Andrea deve essere messo al corrente di quello che sua madre intendeva fare."
"Ci penseremo. Ora recatevi nel posto dove stavate andando, io vi seguirò finchè non sarò sicuro che Basilio non sia alle nostre costole."
"Bene, mi stavo recando nel piccolo ospedale dove lavoro come infermiera."
Alberto rimase stupito.
"Infermiera? Non posso crederci! La bellissima e distinta contessina D'Altomonte che lavora come infermiera?"
Beatrice sorrise.
"Non ci trovo nulla di male. Amo aiutare il prossimo."
"Ma mia cara, ero convinto che qui vi foste sposata o quantomeno fidanzata..."
Beatrice seccata rispose:"Vi ringrazio Alberto per avermi aiutato, ma non credo di dovervi dare ulteriori spiegazioni su come ho scelto di vivere la mia vita. Tornate pure al vostro alloggio, qui a Dublino ci sono già delle persone che mi possono aiutare. Addio."
Alberto guardò allontanarsi Beatrice e sorridendo disse tra sè e sè:"Che temperamento...Non è cambiata."
Beatrice arrivò in ospedale. Un medico le venne incontro.
"Beatrice dov'eri finita? Ci stavamo preoccupando..."
La ragazza sistemandosi nervosamente i capelli rispose:"Oh, nulla di grave, solo un piccolo contrattempo..."
"Bene, indovina chi c'è tra i tuoi pazienti di oggi?"
Un'infermiera che conosceva Beatrice passando disse con rassegnazione:"Un tale Dick!"
"Dick? Cosa si è fatto?"
Correndo raggiunse il letto dove era stato sistemato il ragazzo.
"Dick, cosa ti è successo?"
Il ragazzo era cosciente ma sulla fronte aveva una brutta ferita e aveva perso molto sangue, alcune infermiere lo stavano medicando.
"Ragazze, andate pure, finisco di medicarlo io."
I due rimasero soli.
"Beatrice...Da tempo sognavo di farmi medicare da te."
"Smettila di fare lo stupido e dimmi come ti sei ferito."
"Sono stato al di là delle barricate per concludere un affare con un tizio, c'è stata una rissa quando ha scoperto dove abitavo ed eccomi qui..."
"Dovevi stare più attento, i conflitti tra cattolici e protestanti sono all'ordine del giorno ormai."
Dick si mise a giocherellare con una ciocca dei capelli della ragazza.
Beatrice colse l'occasione per porre fine ad una questione che le stava molto a cuore.
"Dick, era da alcuni giorni che ti volevo parlare...Io non posso sposarti e quindi ti riconsegno l'anello che mi hai dato."
Il ragazzo si alzò dal letto con un'espressione addolorata.
"Ma perchè?"
"Io non ti amo, non posso farti soffrire e starti accanto se non ti amo..."
"Ah, capisco...Pensi ancora a quello di San Paolo, quello che ha preferito sposarsi con un'altra, quello che non è mai venuto a cercarti..."
"Se non è mai venuto a cercarmi è perchè non ne ha mai avuto la possibilità..."
Dick si alzò in piedi, strappandosi la benda dalla ferita.
"Sei una sciocca e te ne accorgerai...Addio e se mia madre o mio padre chiedono di me dì loro che finchè ci sarai tu non farò più ritorno a casa."
"Dick, aspetta!"
Beatrice ricadde seduta sul letto e scoppiò a piangere.
Erano brutti momenti e per nulla al mondo avrebbe voluto che Dick rischiasse la vita.
Quella stessa sera parlò a tutta la famiglia O'Connor spiegando quello che il ragazzo le aveva detto.
Linda scoppiò a piangere.
"Linda mi spiace così tanto..."
In un momento d'ira la donna rispose:"E' tutta colpa tua, è colpa del tuo rifiuto...Ha ragione tua madre, non sei degna di portare il nome D'Altomonte, hai solo infangato quel nome, prima rifiutando Alberto Carrara e poi rifiutando mio figlio! E come se non bastasse lavori come infermiera quando grazie al tuo ceto sociale potresti farne a meno!"
"Linda..."
Intervenne anche il marito di Linda, Samuel.
"Stai zitta! Non vedi in che stato è mia moglie? Chissà dove sarà andato a cacciarsi nostro figlio ora? Fai le valigie e vattene da casa nostra!"
Scarlett disse:"Padre, non potete cacciarla così! Non ha un altro posto dove andare! E se volesse tornare in Messico non troverebbe subito una nave!"
"Non mi interessa! Non voglio che resti in casa nostra a causare altro dolore!"
Beatrice con fierezza rispose:"Scarlett, non darti pena. Ho un posto dove stare, ora preparo le valigie e me ne vado. Comunque vi ringrazio per avermi trattato come una figlia per tutti questi anni. Vi prego di non scrivere a mia madre, ci penserò io."
CONTINUA _________________
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angelique*
Registrato: 24/01/09 18:40 Messaggi: 202
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Inviato: Lun Ago 31, 2009 8:39 pm Oggetto: |
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Certo che piantarlo proprio quando era ferito...non è stata una cosa carina complementi sweet...molto avvincente  _________________
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roby
Registrato: 27/09/06 00:14 Messaggi: 272 Residenza: MILANO
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Inviato: Mar Set 01, 2009 10:12 pm Oggetto: |
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E così Beatrice dovrebbe tornare a casa Spero che si incontri finalmente con Juan.....
Grazie Sweet per continuare la tua storia  _________________ roby |
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sweet charity

Registrato: 16/08/06 15:12 Messaggi: 231 Residenza: Italy
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Inviato: Ven Set 18, 2009 4:23 pm Oggetto: |
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CAPITOLO VENTISETTE
Dopo quella discussione con i genitori di Dick, Beatrice preparò le valigie e salutò Scarlett e Tom.
I due le domandarono:"Ma dove andrai ora?"
"Alloggerò in ospedale. C'è un'ala dell'ospedale dove vivono alcune infermiere, quelle che non si possono permettere una casa o di pagare un albergo...Spiegherò tutto al direttore, sono certa che capirà!"
"Ma tua madre? Dovrai avvisarla che non vivrai più con noi..."
"Le scriverò una lettera oggi stesso, sicuramente non prenderà bene la notizia, ma non mi importa..."
"Potresti ritornare in Messico."
"No, per ora non voglio tornare là..."
A queste parole seguirono dei lacrimosi saluti e abbracci.
Scarlett si raccomandò:"Ogni tanto passa di qui, ci potremo vedere e passare del tempo insieme e noi verremo a trovarti in ospedale!"
"Ma certo! Ciao!"
Beatrice strinse forte le mani di Tom e Scarlett e si allontanò da quella che per quasi tutta l'adolescenza era stata la sua casa.
Nel frattempo a Campo Real i funerali di Marianna si erano conclusi.
La ragazza per volere di Andrea era stata sepolta nella tomba di famiglia degli Aleardi. Juan e l'avvocato Manera erano dinnanzi alla tomba.
"Cosa farai ora Juan?"
"Sto organizzando un viaggio verso l'Europa, vorrei fare affari anche laggiù..."
"Juan, non è meglio attendere che il periodo di lutto sia concluso?"
"Avvocato, sapete che vi devo molto ed ho un'immensa riconoscenza per voi, ma sapete che non ho mai amato Marianna..."
"Non dirmi che pensi ancora a Beatrice...Eravate solo dei ragazzini, magari non si ricorda nemmeno di te..."
"E' vero, eravamo ragazzini, anch'io credevo che una volta cresciuti quel sentimento appena nato si sarebbe spento, ma almeno da parte mia non è così. Voglio vederla e quando la vedrò sarà il mio cuore, la mia anima a dirmi come proseguire."
"Capisco. Beh, ormai sei un uomo, non sei più un ragazzino solo e sperduto da aiutare, sei un Aleardi e tuo padre sarà sicuramente fiero di te."
"Me lo auguro."disse Juan fissando la lapide della tomba del padre.
Qualche ora più tardi Juan si mise a cercare Andrea.
Lo trovò nell'immenso giardino intorno alla tenuta. Stava fissando una ragazza, una serva.
"Chi è quella ragazza Andrea?"
"E' la mia amante."
"Andrea, non riesco a capirti. Tua moglie Anna è molto bella e affascinante, perchè le fai questo? E poi attende un figlio da te..."
"Quella è la mia amante da prima del matrimonio con Anna, lei almeno mi ha sempre desiderato. Anna mi ha sposato solo per il mio nome e per il mio denaro."
"Molti matrimoni, soprattutto nel nostro ambiente sono combinati e privi d'amore. Se Marianna non fosse morta sarebbe ancora mia moglie, ma io non l'ho mai amata eppure non le ho mai fatto quello che tu fai ad Anna."
Andrea decise di non stare più a sentire il fratello.
"Perdonami Juan, voglio cavalcare."
"Come vuoi, comunque ero venuto a cercarti per dirti che presto partirò per l'Europa."
"Bene. Stasera a cena ne parleremo meglio. A più tardi."
Detto questo si diresse verso le scuderie.
Juan fissò la serva che dopo avergli fatto un piccolo inchino corse via.
Si girò e si trovò davanti Anna.
Piangeva.
"Anna, cosa c'è?"
"E' inutile parlargli. Continuerà ad andare a letto con lei e a trattarmi come un cane."
Così dicendo aveva afferrato il braccio di Juan e lo fissava drito negli occhi.
"Non dite così. Quando partorirete vostro figlio capirà..."
La ragazza lo abbracciò.
Intanto Andrea cavalcava. Cavalcava per le terre desolate fuori da Campo Real, per la fitta vegetazione dei boschi, osservava la gente come lui e quelli che non erano come lui, osservava i bambini vestiti di stracci chiedere l'elemosina, osservava le donne aristocratiche vestite all'ultima moda come Anna. Nessuna aveva la felicità negli occhi, probabilmente come Anna avevano sposato un uomo benestante che però non amavano.
In quegli occhi vedeva lo stesso sguardo di Anna.
Mentre stava per tornare verso la tenuta, il cavallo vide qualcosa, si spaventò e disarcionò Andrea che cadde a terra senza sensi.
CONTINUA _________________

L'ultima modifica di sweet charity il Dom Nov 01, 2009 3:23 pm, modificato 1 volta |
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sweet charity

Registrato: 16/08/06 15:12 Messaggi: 231 Residenza: Italy
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Inviato: Lun Set 28, 2009 1:59 pm Oggetto: |
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CAPITOLO VENTISETTE parte seconda
Arrivò la sera. A Campo Real Juan si chiedeva che fine avesse fatto Andrea, erano passate diverse ore da quando era uscito a cavallo. Poi una serva corse da lui.
"Padrone, è arrivato un contadino, sul suo carro c'è il signor Andrea e il cavallo è tornato da solo."
"Cosa? Non mi dite che Andrea è caduto da cavallo..."
Juan corse fuori. All'ingresso del giardino della tenuta il contadino lo stava aspettando.
"Cos'è successo a mio fratello?"
"Ho trovato il signor Andrea a terra senza sensi, il cavallo lo ha disarcionato."
Juan con l'aiuto di alcuni braccianti si fece aiutare e lo portò in camera sua.
Nella camera di Andrea c'era Anna. Era seduta su una poltrona e stava fissando fuori dalla finestra assorta nei suoi pensieri.
Vide Juan entrare con Andrea privo di sensi e si allarmò.
"Cos'è successo?"
"Sembra che sia caduto da cavallo, ho già fatto chiamare un medico, non ha ripreso i sensi da quando è caduto..."
Anna fissava Andrea sul letto.
Non sapeva se provare pietà, dolore o rabbia.
Pensava.
"Mi ha fatto così male...E' vero che non l'ho sposato per amore, ma è stato capace di violentarmi, mi ha sempre trattato come un cane..."
Arrivò il medico.
Mentre visitava Andrea Juan e Anna attendevano fuori dalla stanza.
Il medico uscì.
"Il signor Aleardi si riprenderà presto, ma purtroppo a causa di una lesione alla spina dorsale resterà paralizzato."
"Dio mio, è terribile!"disse Juan.
Anna non disse nulla e si allontanò.
CONTINUA _________________
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sweet charity

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Inviato: Dom Ott 04, 2009 11:08 am Oggetto: |
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CAPITOLO VENTISETTE parte seconda (continuazione)
Juan seguì Anna.
"Anna mi dispiace..."
Anna rimaneva in silenzio.
"So che Andrea vi ha trattato male, so che aveva un'amante..."
Anna rise sarcasticamente.
"Probabilmente lo sa tutta San Paolo..."
"Dovete stargli vicino, siete comunque sua moglie."
"Lo farò solo ed unicamente per quello."
"Bene. Questa è la strada giusta. Vorrei chiedervi una cosa..."
"Che cosa?"
"Avete notizie di vostra sorella Beatrice?"
"Mia madre ha ricevuto una lettera dalla famiglia dove Beatrice viveva; a causa del suo comportamento, sapete ha rifiutato un pretendente e lavora come infermiera in un ospedale, l'hanno cacciata. Sappiamo che ora vive in quell'ospedale. Vi rendete conto? Che terribile disonore!"
Juan dopo aver fissato per qualche istante Anna disse:"Non è affatto un disonore, è invece una cosa molto nobile...Beatrice ha scelto di vivere libera. La libertà è una cosa bellissima..."
"Volete forse andare a cercarla?"
"Sì, partirò oggi stesso."
Juan lasciò sola Anna e si recò nella stanza di Andrea.
Si era risvegliato.
"Andrea..."
"So già tutto, il medico mi ha informato. Resterò paralizzato."
"Mi dispiace terribilmente."
"Sarà felice Anna, ora si potrà vendicare per tutto il male che le ho fatto."
"Perchè non abbandoni la tua amante e non cerchi di riappacificarti con lei? Tra pochi mesi nascerà vostro figlio."
"Sei in partenza vero?"
"Sì, partirò subito per l'Irlanda, voglio trovare Beatrice e una volta che l'avrò trovata la sposerò."
"Ma se nemmeno la conosci."
"Sì che la conosco. Anni fa ci siamo incontrati e sua madre l'ha mandata via per impedire che rimanessimo insieme. Ma ora che sono stato riconosciuto come un Aleardi nessuno me la potrà portare via. Nessuno!"
Andrea strinse le mani di Juan.
"Ti auguro buona fortuna e...Torna presto, non dimenticare che metà della tenuta è tua."
Prima che Juan se ne andasse Andrea aggiunse:"E sta attento. So che in Irlanda sono momenti politicamente e socialmente difficili, ci sono lotte tra cattolici e protestanti..."
"Non preoccuparti fratello! A presto!"
CONTINUA _________________
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sweet charity

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Inviato: Dom Ott 11, 2009 4:48 pm Oggetto: |
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CAPITOLO VENTOTTO
Passarono alcuni giorni e nel frattempo Sofia, che ormai viveva nella casa di San Paolo da quando Andrea l'aveva cacciata dalla tenuta, ricevette un telegramma dal suo fidato servo Basilio.
Lo lesse nervosamente e stracciò il telegramma ancora più nervosamente dopo aver appreso che Bailio aveva fallito.
La donna camminava su e giù per il salotto.
"Quello stupido si è fatto sfuggire Beatrice...Promette che ci riproverà ma come faccio a fidarmi di quell'incapace...Lei è mia nipote ma me la deve pagare per aver fatto avere la lettera di Francesco all'avvocato Manera; se non l'avesse fatto il mio Andrea sarebbe l'unico ed il solo padrone di Campo Real! Ed ora che Andrea è invalido quel delinquente si godrà tutte le ricchezze di mio figlio!"
Qualcuno suonò il campanello.
Una serva andò ad aprire ed apparve la contessa Caterina.
"Sofia cara, come stai?"
"Bene cugina, ma ho una marea di grattacapi..."
"E posso immaginare come ti senti ora che il povero Andrea rimarrà invalido..."
"E quel delinquente di Juan ne approfitterà per godersi le sue ricchezze!"
"A quanto pare quel tipaccio che afferma di essere il fratellastro di Andrea è partito."
"Partito? E per dove?"
"Ecco quello che mi preoccupa è che sembra che voglia raggiungere Dublino. Sai Beatrice è ancora laggiù..."
"Ma dimmi Caterina, ora che gli O'Connor l'hanno cacciata dove vive?"
Caterina con un viso pieno di preoccupazione e sdegno rispose:"Oh, cara! Che vergogna! Pensa che vive nel piccolo ospedale dove lavora come infermiera...Che disonore! Una contessa che lavora!"
Sofia, trionfante per aver saputo finalmente dove viveva la nipote, disse:"Non posso darti torto...Ed hai paura che quel Juan la possa trovare! E magari sposare!"
"Già..."
"Non temere Caterina. Non accadrà mai!"
"Come fai ad esserne così sicura?"
"Non ti tormentare, fidati di me!"
Nella mente calcolatrice di Sofia già si stava formando un piano.
Quando Caterina se ne fu andata prese carta e penna e scrisse una lettera.
Era indirizzata ai Marinoni, una famiglia di San Paolo molto in vista, precisamente a Teresa Marinoni, amica di Beatrice e sua compagna di lezioni al convento della cittadina.
Sofia conosceva Teresa sin da piccola, inizialmente aveva pensato a lei come moglie di Andrea, ma i D'Altomonte erano di lignaggio superiore.
La lettera diceva questo:
"Cara Teresa, è da molto che tu e tua madre non venite da me per un thè. Vi invito a venire quanto prima, vorrei tanto rivedervi. Tutti mi dicono che ti sei fatta una splendida ragazza e chissà quanti partiti avrai...
Vi aspetto con ansia.
Ultimamente vivo nella casa di San Paolo, ho preferito lasciare mio figlio Andrea e sua moglie Anna tranquilli in vista del parto. Ormai mancano pochi mesi.
Sofia"
Il giorno seguente Sofia ricevette la visita tanto agognata.
In effetti Teresa si era fatta proprio una stupenda ragazza.
"Teresa, sei splendida figliuola mia! E tua madre?"
In effetti la ragazza si era presentata sola da Sofia.
"Ecco era indisposta, non poteva alzarsi dal letto, così sono venuta solo io. Innanzi tutto volevo esprimervi tutto il mio dispiacere per quello che è accaduto ad Andrea. Tutta San Paolo ne parla...E' terribile!"
"Grazie cara! E tu che mi racconti? Hai trovato un buon partito?"
"Ecco a dire il vero...Ancora no..."
"Ma come mai? Una ragazza piena di qualità come te..."
Teresa restò in silenzio.
Sofia sapeva che sin da quando era ragazzina Teresa aveva un debole per Andrea.
"Mia cara, sono certa che presto troverai qualcuno."
Teresa sorrise malinconicamente.
"E dimmi, so che tu e mia nipote Beatrice eravate molto amiche, hai avuto sue notizie?"
"Sì e sono rimasta a dir poco sconvolta!"
"Per quale motivo?"
CONTINUA _________________
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corazonmary

Registrato: 01/04/08 10:21 Messaggi: 519
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Inviato: Lun Ott 12, 2009 10:26 am Oggetto: |
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la continuazione ...su dai....questa c'e la stai facendo desiderare.....  _________________ UN BACIO DA MARY |
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sweet charity

Registrato: 16/08/06 15:12 Messaggi: 231 Residenza: Italy
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Inviato: Mar Ott 20, 2009 5:02 pm Oggetto: |
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CAPITOLO VENTOTTO parte seconda
"Sono rimasta sconvolta perchè mai nella vita avrei pensato che Beatrice potesse fare una cosa simile...Lasciare il suo paese, rifiutare Andrea come marito, rifiutare Alberto Carrara come marito, andare in Irlanda, lavorare come infermiera e rifuitare un'altro partito...Insomma sembra impazzita!"
Sofia sorrise.
"Vi siete più scritte?"
"Sinceramente dopo tutto quello che si è saputo e su suggerimento di mia madre ho preferito non scriverle più. Ha disonorato il suo nome."
"Mia cara, vi conoscete da quando eravate solo due bambine...Di certo si sarà confidata con te prima che partisse."
"Beh, sì..."
"Allora di certo saprai che prima che partisse per l'Irlanda frequentava segretamente Juan del Diablo."
"Sì, ma a quanto pare lui è figlio del vostro defunto marito ed è fratellastro di Andrea."
"Questo è tutto da dimostrare...E' colpa di Beatrice se Andrea ha accettato di dare il nostro nome a quel poveraccio! Vorrei chiederti un favore mia cara."
Teresa non nascose una certa agitazione.
"Farò in modo di farti sposare Alberto Carrara se andrai a Dublino."
"A Dublino? Per fare cosa?"
Sofia bevve un sorso di thè e guardando la ragazza dritto negli occhi le rispose.
"Devi sedurre Juan del Diablo così Beatrice non oserà accettarlo come marito."
"Ma non posso farlo! Beatrice è una mia amica!"
"Mia cara sei stata tu a dire che disapprovi il suo comportamento e che non vi scrivete più."
"Sì ma non posso sedurre Juan, se lo faccio Alberto Carrara non mi sposerà mai, nessuno mi sposerà mai, non sarò più una ragazza onorata."
"Credimi, Alberto non si cura di questo. Non ci sarà nessun problema per lui. Nessuno. Tieni conto che sei in età da marito e se non trovi un altro partito con il passar del tempo potrebbe essere davvero dura per te..."
Teresa corse in lacrime verso il portone.
"Non posso fare ciò che mi chiedete! Che razza di donna siete?"
E corse via.
Sofia tra sè e sè pensava:"Che ragazza testarda, ma troverò il modo per convincerla..."
Qualche giorno dopo.
Dublino. Interno di un pub.
Basilio era seduto ad un tavolo che sorseggiava una birra. Si era ripreso dalla botta che Alberto gli aveva dato ma la testa gli duoleva ancora.
Nel pub entrò proprio Alberto.
Vide Basilio di spalle, ma si ricordò che l'uomo non l'aveva visto in faccia quando gli aveva dato la botta in testa, quindi poteva parlarci liberamente.
"Basilio! Cosa ci fate qui in Irlanda?"
"Signor Alberto! Ecco, sono qui per...Ecco...La signora Sofia mi ha mandato per portare delle cose a sua nipote, la signorina Beatrice."
"Oh, beh, solo per questo vi ha fatto fare parecchia strada...Io invece sono qui per affari. Ho scoperto che questa città può offrire molto!"
"Che genere di affari?"
Alberto sorrise.
"Un bordello."
Basilio rise con lui.
Alberto decise di non denunciare Basilio per quello che aveva cercato di fare a Beatrice; poteva trarre vantaggio da lui in qualche modo.
Passarono altri giorni e finalmente Juan arrivò a Dublino.
Rimase subito colpito dalla modernità di quella città rispetto a San Paolo.
CONTINUA _________________
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sweet charity

Registrato: 16/08/06 15:12 Messaggi: 231 Residenza: Italy
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Inviato: Dom Nov 01, 2009 3:34 pm Oggetto: |
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CAPITOLO VENTINOVE
Era una città all'avanguardia; le case, i ponti, le prime macchine (più moderne di quelle che si vedevano in Messico), l'abbigliamento, i negozi...
Juan aveva comunque il problema della lingua. Durante l'infanzia non era mai andato a scuola e tra tutte le materie che l'avvocato Manera gli aveva insegnato mancava l'inglese; si era fatto scrivere da Andrea che era stato parecchi anni in Europa alcune frasi e parole basilari, che gli permettessero almeno di ritrovare Beatrice.
Juan era stato informato dal fratello dei conflitti che in quel momento affliggevano il paese tra cattolici e protestanti, tuttavia quel giorno a Dublino si respirava un'aria festosa, era il giorno di San Patrizio ed era in corso una parata.
Juan si trovava però nella parte dove vivevano i protestanti, infatti l'albergo dove avrebbe alloggiato era lì.
La parata si svolgeva nella parte opposta della strada, che lui poteva vedere perchè separata dall'altra da fil di ferro, sacchi, frammenti di mobili o cose simili.
La sua speranza era di poter scorgere Beatrice senza dover andare nell'ospedale dove lavorava.
Era terribile non poter raggiungere la parte opposta, la parata con tutti i cittadini in festa, bimbi che correvano e gioivano, il suono dei tamburi...
All'improvviso tra la folla gli parve di vedere una chioma bionda.
Guardò meglio.
Erano passati alcuni anni ma i lineamenti del viso erano gli stessi.
Era lei.
Era la sua Beatrice.
La chiamò.
Lei si fermò e si voltò.
Cercava la voce che l'aveva chiamata tra la folla in festa.
Poi Juan le urlò: "Sono Juan, qui dietro la barricata!"
Finalmente lei lo vide.
Il suo sguardo era pieno di sorpresa, il suo cuore batteva così forte che credeva di morire.
Era lui, Juan. Si era fatto terribilmente affascinante.
Finalmente, dopo anni, era lì davanti a lei e c'era quella barricata a separarli.
La ragazza si avvicinò alla barricata.
Juan tese la mano tra il fil di ferro per toccarla; Beatrice allungò la mano.
Le due mani si congiunsero.
Juan non smetteva di fissare Beatrice.
Avrebbe voluto dirle tante cose ma dalla sua bocca non usciva neanche una parola.
All'improvviso la mano di Beatrice fu separata da quella di Juan.
Dick l'aveva presa per il braccio e trascinata via.
"Dick, che ci fai qui? Credevo che..."
"Mi sono comportato come uno stupido, sono tornato a vivere a casa e mi hanno detto che ti hanno cacciata ed ora vivi in ospedale."
"Sì."
"Chi è quel damerino che ti stringeva la mano?"
"E' una persona che ho conosciuto anni fa a San Paolo. Non hai nessun diritto di chiamarlo damerino, non lo conosci neppure!"
"Non dirmi che è quello che si è sposato con un'altra, che non ti ha mai cercato..."
Le parole avvelenate di Dick avevano risvegliato in Beatrice vecchi rancori.
"Dick taci! Lasciami sola, vattene!"
"E va bene, ma ti avviso, non fare sciocchezze..."
L'atmosfera attorno a lei era festosa ma il suo cuore ora era triste.
Juan aveva seguito con lo sguardo Beatrice e Dick e si chiedeva chi fosse quel ragazzo.
"Chi sarà? Forse anche lei si è sposata, quel ragazzo potrebbe essere suo marito, magari hanno anche dei figli...Devo rivederla, devo parlarle."
CONTINUA _________________
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sweet charity

Registrato: 16/08/06 15:12 Messaggi: 231 Residenza: Italy
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Inviato: Ven Nov 06, 2009 4:26 pm Oggetto: |
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CAPITOLO VENTINOVE parte seconda
Nel frattempo a Campo Real Anna cercava di prendersi cura del marito, nonostante i cattivi comportamenti che lui aveva avuto con lei.
I due sposi erano nel parco immenso che circondava la tenuta.
Andrea era sulla sedia a rotelle, Anna era accanto a lui.
La ragazza era tuttavia soddisfatta; erano settimane che Andrea non vedeva più la sua amante. Finalmente cominciava a rispettarla.
E lei cominciava a nutrire qualcosa che somigliasse ad un affetto per lui.
Anna non parlava.
Fu Andrea a cominciare.
"Tra poco tempo nascerà nostro figlio."
"Sì. Manca davvero poco e ti confesso che non vedo l'ora, comincio a non sopportare più questa pancia..."
"Sei sempre la solita vanitosa, invece di pensare alla vita che hai dentro di te pensi solo al tuo aspetto."
Andrea fece per spingere le ruote della sedia a rotelle per andarsene.
"No, Andrea, rimani con me."
"Che c'è? Non dirmi che hai paura di rimanere sola."
"No. Non è questo, voglio che rimani qui con me, non siamo quasi mai da soli..."
"E va bene."
Anna fissò per diversi istanti Andrea. Era un bel ragazzo davvero e si ricordò di quando ad una festa nella capitale lui si era dichiarato. Era così affascinante, nei suoi occhi c'era attrazione, desiderio.
Ora era così freddo; la notte nel letto non la sfiorava neanche, non c'era nessun contatto tra loro.
"Andrea, ti aiuto a metterti qui sull'erba insieme a me."
Lo aiutò a sedersi sull'erba e poi con un gesto inaspettato gli fece posare la testa sulle sue gambe.
Andrea chiese:"Che ti prende? Fai la mammina anche con me?"
Anna sorridendo gli rispose:"Perchè ti sorprende? Sono tua moglie e tu sei mio marito."
"Anna non serve che ti sforzi tanto. Mi ricordo il motivo per il quale mi hai sposato."
"Andrea, è vero, inizialmente ti avevo sposato per il tuo nome e per il tuo prestigio, ma credimi ora..."
La ragazza si interruppe.
Andrea si alzò e la guardò negli occhi. Sembrava sincera, ma come fare a crederle? Era una trappola?
"Anna, ora non posso crederti, solo il tempo ti darà ragione, dimostramelo e sarò per te il migliore dei mariti. Ora aiutami, torniamo in casa."
Anna lo aiutò a rimettersi sulla sedia e insieme rientrarono in casa.
Intanto a Dublino la parata era finita.
Beatrice aveva fatto ritorno all'ospedale.
Si era appena cambiata mettendosi l'abito da infermiera quando una collega le disse:"Beatrice, c'è qui un uomo che chiede di te, ha detto di essere un tuo cugino, Juan Aleardi, anzi ha tentato di dire perchè non parla molto bene l'inglese, ha un accento spagnolo in effetti. Faresti meglio ad andare anche perchè è maledettamente affascinante."
Beatrice impallidì. Come aveva fatto a trovarla?
Si fece coraggio e si diresse verso l'entrata dell'ospedale.
Lo vide. Stava guardando fuori dalla finestra il cortile interno dell'ospedale, forse nel tentativo di scorgerla.
Lo chiamò.
"Juan!"
Lui si voltò.
"Beatrice! Dio, sei bellissima anche vestita da infermiera!"
Beatrice gli si avvicinò cercando di non lasciarsi andare.
"Come hai fatto a sapere dove mi trovavo?"
"Tua sorella Anna mi ha detto che non vivevi più con gli O'Connor, che ti hanno cacciata e che vivi qui."
"Quando hai visto Anna?"
"Beatrice, grazie a te, grazie a quella lettera che tu consegnasti all'avvocato Manera io ora sono Juan Aleardi e vivo a Campo Real con Andrea."
"Mi fa molto piacere! Ora non sei più un senza famiglia."
"Sei venuto qui in Irlanda con tua moglie?"
"No. Marianna...Marianna è morta."
"Morta? Come è successo?"
"Beatrice, non è il posto giusto per parlare dopo anni che non ci vediamo, usciamo di qui..."
"Juan non posso, sto lavorando."
Juan cercò di stringerle la mano ma lei si ritrasse.
"Juan, ora non ho tempo. Incontriamoci stasera al tramonto al Merrion Square, è un giardino qui vicino, tieni questa è una piccola mappa della città, potrà esserti utile."
Gli diede la mappa e corse via.
Juan uscì dall'ospedale. Era così strano rivederla donna dopo cinque anni, era come conoscere una persona nuova, in quel paese così lontano, con quella lingua sconosciuta...
Arrivò la sera.
Juan era nel giardino in attesa di Beatrice.
E si faceva mille domande; chissà com'era vestita? Chissà se si sarebbe fatta stringere?
"Juan sono qui!"
Juan si girò e la vide. Era seduta vicino ad un albero, idossava un bellissimo abito che le lasciava le spalle scoperte, scollato.
Lo guardava dritto negli occhi.
Juan era senza parole.
"Juan ti prego, continua il tuo disorso...Com'è morta Marianna?"
"E' morta la notte delle nostre nozze, ecco lei era già incinta quando mi ha sposato ed io, anche se non ti avevo mai dimenticato, ero deciso ad onorarla e rispettarla...Quella notte perse il bambino, perse moltissimo sangue e morì."
"Mi spiace Juan."
Beatrice addolorata gli strinse la mano.
"Beatrice io ti amo. Non sai quante volte avrei voluto che al posto di Marianna ci fossi stata tu, ora è giunto il momento...Le barricate sono state abbattute."
"No, non ancora...E' passato così poco tempo dalla morte di Marianna e tu già pensi a rifarti una vita...E poi mia zia mi vuole morta!"
"Sofia! Per quale motivo?"
"Per quella lettera di tuo padre che consegnai all'avvocato Manera. Ha mandato Basilio qui a Dublino, qualche sera fa mi stava seguendo, ma per fortuna Alberto, l'amico di Andrea, lo ha fermato..."
Juan si avvicinò a Beatrice e la strinse a sè.
Beatrice sentì che era inutile continuare ad opporsi al desiderio che anche lei sentiva, quelle mani calde e forti su di lei stavano facendo sciogliere il ghiaccio.
"Voglio star con te, baciare le tue labbra, dirti che in questo tempo dove tutto passa, dove tutto cambia noi siamo ancora qua...Vieni con me Beatrice, andiamo nell'albergo dove alloggio."
Beatrice si sentì battere il cuore; se anni prima sua madre non l'avesse separata da Juan lui in quel momento sarebbe stato suo marito.
"Juan, dimmi che da questo momento nessuno più ci separerà..."
"Te lo prometto, ora che ho il mio cognome tua madre non potrà opporsi al nostro matrimonio."
"E mia zia...Se Basilio tentasse di nuovo di..."
"Non lo farà. Ci sarò io a proteggerti."
I due si ritrovarono nella stanza di Juan.
CONTINUA _________________
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tamaratesta

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| finalmente di nuovo insieme |
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TerryTerry
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